DDL SUL RISCHIO CLINICO – INTERVISTA AL PRESIDENTE CIC

Il DDL sul rischio clinico proposto dal deputato Gelli (PD) e che porta il suo nome è stato da poco approvato alla Camera dei Deputati; ora la discussione sarà portata al Senato con l’augurio che l’equilibrio sin qui raggiunto tra la tutela del professionista e il diritto del cittadino di essere risarcito per danni derivanti da un atto sanitario inappropriato sia mantenuto.

Tale normativa è stata fortemente voluta e influenzata dall’azione del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), un ente morale apolitico, senza fini di lucro che riunisce quasi tutte le Società Scientifiche di Area Chirurgica che complessivamente raccolgono oltre 45.000 Medici specialisti (chirurghi generali, chirurghi specialisti, ginecologi, ortopedici, otorinolaringoiatri, urologi, ecc.), impegnati nelle Università e negli Ospedali pubblici e privati di tutto il territorio nazionale.

 

Ad affermarlo è il Presidente del CIC, Luigi Presenti. Rappresentanti del Collegio - spiega Presenti - hanno partecipato alle numerose audizioni, agli incontri preliminari e ai dibattiti attraverso i quali si è cercato di far capire alla politica il grande disagio con il quale ogni Chirurgo oggi convive quotidianamente. Tali criticità sono ben note e responsabili tra l’altro della medicina difensiva e della disaffezione alle specialità chirurgiche, oggi ritenute troppo rischiose e poco gratificanti tanto da essere considerate branche in via di estinzione.

Le riflessioni emerse dai confronti aggiunge Presenti, hanno costituito la base di partenza per l’ideazione del DDL in questione e rappresentano le pietre miliari o meglio ancora i punti per noi imprescindibili per la sicurezza del Paziente, in primis e di conseguenza la serenità degli esercenti le professioni sanitarie in generale e in particolare quelle chirurgiche”.

Ma che cos’è il CIC?

La domanda l’abbiamo posta direttamente al suo Presidente. Per capirlo basta leggere la sua carta costituzionale osserva Presenti, che poi aggiunge - si tratta di un’entità giovane, nata nel 2007 con finalità non solo di aggiornamento scientifico ma anche e soprattutto come organo di riferimento politico-sindacale delle Società che a esso aderiscono.

Ma perché i Chirurghi sentono pressante la necessità di questa aggregazione collegiale?

“Non c’è un solo perché ma tanti risponde Presenti e poi prosegue - infatti, il CIC si propone di gestire i rapporti delle Società scientifiche d’area chirurgica con le Istituzioni sanitarie pubbliche e private ed è l’interlocutore privilegiato della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Medici per la tutela dei diritti della categoria, sulla base dei principi della deontologia medica.

“Il Collegio vuole riaffermare la dignità professionale dei Chirurghi Italiani ci spiega Presenti - ridando loro la serenità di operare in sicurezza e nel contempo contribuendo a migliorare i livelli di cura dei Pazienti; infatti, le due cose vanno di pari passo e in parallelo aggiunge Presenti. Il fine ultimo è quello di riconquistare e consolidare il rapporto di fiducia con i Cittadini.

Il CIC, inoltre si propone come garante dei rapporti con le Associazioni con le quali intende condurre iniziative di divulgazione scientifica e di politica sociale. Altro impegno del CIC è quello di diventare punto di riferimento nella gestione delle controversie Medico-Legali della Categoria, proponendo una revisione e un adeguamento degli Albi Periti-CTU.

Inoltre, il Collegio s’impegna a garantire la corretta diffusione di notizie sulla stampa medica e generalista per i temi di competenza e anche di partecipare alla valutazione dell’avanzamento di carriera dei Chirurghi, restituendo alla figura del Dirigente la centralità nella gestione delle strutture assistenziali.

“Oggi, però, la speranza principale del Collegio e delle migliaia di Chirurghi ch’esso rappresenta - conclude Presenti - è che questa legge sul rischio clinico segua l’iter di approvazione definitiva, non solo nel più breve tempo possibile, ma con le modifiche opportune e necessarie, affinché si ristabilisca quel patto di alleanza tra Chirurgo e Paziente, l’unica prerogativa fondamentale e indispensabile per la serenità e sicurezza d’ambo le parti.